La Leggenda Di Earthsea by Le Guin Ursula Kroeber

La Leggenda Di Earthsea by Le Guin Ursula Kroeber

autore:Le Guin, Ursula Kroeber [Le Guin, Ursula Kroeber]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Ciclo
editore: Nord
pubblicato: 2007-05-04T22:00:00+00:00


Ged abbassò lo sguardo su Arren. Il volto del ragazzo addormentato era illuminato dall'oro rosso del lungo tramonto, i capelli scomposti erano agitati dal vento. L'aspetto delicato, disinvolto, principesco del ragazzo che si era seduto accanto alla fontana della Grande Casa pochi mesi prima era scomparso: quel volto era più magro e più duro, e molto più forte. Ma non era meno bello.

- Non ho trovato nessuno da seguire, sulla mia via - disse a voce alta Ged l'arcimago al ragazzo addormentato o al vento vuoto. - Nessun altro che te. E tu devi andare per la tua strada, non per la mia. Eppure il tuo regno sarà in parte mio. Perché io ti ho conosciuto prima. Ti ho conosciuto prima! Mi loderanno per questo, in futuro, più che per quanto ho fatto nell'ambito della magia... Se ci sarà un futuro. Perché prima noi due dobbiamo porci al punto d'equilibrio, al fulcro stesso del mondo. E se io cadrò, tu cadrai, e tutto il resto... Per un poco, per un poco. Nessuna tenebra dura in eterno. E anche allora ci sono le stelle... Oh, ma vorrei vederti incoronato in Havnor, col sole che brilla sulla Torre della Spada e sull'Anello che io e Tenar portammo da Atuan, dalle buie tombe, prima ancora che tu nascessi!

Poi rise e si voltò verso il nord, dicendo a se stesso nella lingua comune: - Un capraio per portare al trono l'erede di Morred!

Non imparerò mai?

Dopo, mentre sedeva con la cima nella mano e guardava la gonfia vela tendersi arrossata nell'ultima luce dell'occaso, parlò di nuovo, a bassa voce. - Non vorrei essere a Havnor, né a Roke. È tempo di finirla, col potere. Abbandonare i vecchi giocattoli e andare avanti. È tempo che io ritorni a casa. Vorrei vedere Tenar.

Vorrei vedere Ogion, e parlare con lui prima che muoia, nella casa sullo strapiombo di Re Albi. Agogno di camminare sulla montagna, la montagna di Gont, nelle foreste, in autunno, quando le foglie hanno colori vivaci. Non esiste un regno che uguagli le foreste.

È tempo che io vi faccia ritorno, in silenzio, e solo. E forse allora imparerei ciò che nessun atto e nessuna arte e nessun potere può insegnarmi, ciò che non ho imparato mai.

Tutto l'occidente sfolgorava in una furia, una gloria rosseggiante, così che il mare appariva cremisi e la vela aveva il colore del sangue; e poi venne quietamente la notte. Per tutta quella notte il ragazzo dormì e l'uomo vegliò, scrutando continuamente davanti a sé nell'oscurità. Non c'erano stelle.



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